Come scegliere tra fresatrice CNC e stampante 3D

Lettura di 10 minuti · aggiornata a settembre 2026

La fresatrice CNC ORTHO 1004 EVO e la stampante 3D Helios HS di Satres, affiancate

In breve

  • La fresatura CNC ricava il positivo su cui termoformare; la stampa 3D costruisce direttamente il dispositivo.
  • Per scegliere contano più i dispositivi che produci, lo spazio e chi userà il sistema che il prezzo della macchina.
  • In fondo trovi le 12 domande da fare a qualsiasi fornitore, noi compresi.

Questa guida è per chi dirige o lavora in un laboratorio ortopedico che produce ancora a gesso, o che manda i positivi a fresare fuori, e sta pensando di portare la produzione in digitale. Non parte dalle macchine ma dalle domande da farsi prima: cosa produci, quanto spazio hai, chi userà il sistema, cosa succede quando si ferma.

Una premessa, per trasparenza: Satres costruisce sia fresatrici CNC sia una stampante 3D per l’ortopedia. Per questo possiamo dirti anche quando una delle due non è la scelta giusta per il tuo laboratorio.

1. Prima della macchina: cosa produci e quanto

La prima scelta non è tecnica. Prendi i dispositivi dell’ultimo anno e dividili in tre gruppi: quelli che fai in casa, quelli che mandi fuori, quelli che rifiuti perché ti mancano tempo o attrezzatura. Il sistema giusto è quello che copre i primi due gruppi senza costringerti a cambiare tutto il resto.

In un laboratorio digitale il lavoro segue sempre lo stesso filo:

  1. Scansione del paziente con uno scanner 3D, al posto del calco in gesso.
  2. Modellazione della forma al computer, con un software CAD.
  3. Preparazione della lavorazione con un software CAM.
  4. Produzione: la fresatrice ricava un positivo, la stampante 3D costruisce il dispositivo.
  5. Finitura: termoformatura sul positivo fresato, oppure rifinitura del pezzo stampato.

La tabella dà un primo orientamento su quale tecnologia usare per cosa.

Quale tecnologia per quale dispositivo
Dispositivo Fresatura CNC Stampa 3D
Busti e corsetti positivo in poliuretano, poi termoformatura corsetto stampato direttamente
AFO e KAFO positivo in poliuretano, con il quarto asse AFO stampato direttamente
Invasi protesici positivo in poliuretano invaso stampato direttamente
Plantari positivo fresato plantare stampato in TPU
Estetici di gamba e polpaccio sì —
Forme scarpa sì —
Caschetti cranici positivo in poliuretano caschetto stampato direttamente

2. Fresatura CNC o stampa 3D: due strade diverse

Le due tecnologie vengono spesso confrontate come se facessero la stessa cosa. Non è così: cambia ciò che esce dalla macchina, e quindi cambia il lavoro che resta da fare dopo.

La fresatura ricava un positivo

La fresatrice lavora un blocco di poliuretano espanso e ne ricava il positivo del paziente, lo stesso che prima si otteneva dal gesso. Da lì il laboratorio procede come ha sempre fatto: termoformatura, taglio, rifinitura. È il passaggio più naturale per chi ha già forno, termoformatrice e tecnici esperti, perché sostituisce la parte più lenta e più sporca del processo senza toccare il resto.

Le fresatrici per ortopedia lavorano a secco poliuretani fino a 800 kg/m³, e anche legno, resina e gommapiuma. Per un busto servono circa 15-20 minuti su ORTHO 1004 EVO e circa un’ora su OCM.

La stampa 3D costruisce il dispositivo

La stampante non produce un modello: costruisce direttamente il corsetto, il tutore o il plantare, strato dopo strato, in polipropilene, TPU o PETG. Sparisce la termoformatura, e con lei una parte importante del lavoro manuale. In cambio la macchina lavora molto più a lungo: su Helios HS un corsetto richiede 6-10 ore, che nella pratica vuol dire stampare di notte e rifinire la mattina.

Fresatura: il positivo in poliuretano, da termoformare
Fresatura: il positivo in poliuretano, da termoformare
Stampa 3D: il corsetto esce già fatto, resta la rifinitura
Stampa 3D: il corsetto esce già fatto, resta la rifinitura
Fresatura CNC e stampa 3D a confronto
Fresatura CNC Stampa 3D
Cosa esce dalla macchina il positivo in poliuretano il dispositivo quasi finito
Dopo la macchina termoformatura, taglio, rifinitura rifinitura
Tempo macchina per un busto minuti ore
Lavoro dell’operatore resta la termoformatura si riduce: niente termoformatura
Materiali di consumo blocchi di poliuretano e lastre da termoformare filamento di polipropilene, TPU o PETG
Attrezzature che restano necessarie forno e termoformatrice strumenti di rifinitura

E i costi?

Cambiano i materiali e cambia il tempo. Nelle stime del nostro calcolatore la stampa elimina circa un’ora e mezza di termoformatura per un corsetto, ma occupa la macchina per ore invece che per minuti. Quale strada convenga dipende dal costo orario del tuo personale, dal prezzo dei materiali e da quanti pezzi produci. Non esiste una risposta valida per tutti, ed è meglio fare il conto sui propri numeri.

Molti laboratori, col tempo, finiscono per usarle entrambe: la fresatura per i dispositivi che si termoformano da sempre, la stampa per quelli dove conviene eliminare passaggi.

In sintesi: quale macchina Satres per quale laboratorio

  • OCM, se passi al digitale e produci soprattutto busti, ma anche invasi per arto inferiore e positivi di plantari. Compatta, funziona a 220 V.
  • ORTHO 1004 EVO, se produci di tutto e in quantità: busti più veloci, AFO e KAFO, caschetti, gambapiede, estetici e forme per scarpe, con gli accessori del quarto asse.
  • Helios HS, se vuoi eliminare la termoformatura: corsetti, AFO, invasi, plantari, cuscini e sedute stampati direttamente.

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3. Se scegli la fresatura: quanti assi?

Più assi vuol dire più libertà di movimento dell’utensile attorno al blocco, e quindi forme più complesse. Una fresatrice a 3 assi basta per busti, invasi per arto inferiore e positivi di plantari, ed è la configurazione più semplice ed economica. Il quarto asse permette geometrie che a 3 assi non si riescono a fare: è quello che serve per AFO e KAFO.

La dimensione del blocco

Ogni fresatrice ha un limite al pezzo che può lavorare, e quel limite decide la taglia massima dei dispositivi. OCM lavora blocchi fino a 500 mm di diametro per 660 mm di lunghezza; ORTHO 1004 EVO fino a 650 mm di diametro per 1100 mm.

Fresatrice generica o dedicata all’ortopedia

Una fresatrice nata per la prototipazione o per il legno può lavorare il poliuretano, ma non è pensata per un laboratorio ortopedico. La differenza si vede nel lavoro di ogni giorno:

  • cambio del blocco: un aggancio rapido, come OrthoBLOCK sulla ORTHO 1004 EVO, riduce i tempi morti tra un pezzo e l’altro;
  • programmazione: lavorazioni già impostate, con i parametri di sgrossatura e finitura pronti, invece di ripartire da zero a ogni pezzo;
  • polvere: aspirazione e vasca di raccolta integrate, perché il poliuretano fresato ne produce molta;
  • ingombro: una macchina che entra dalle porte del laboratorio.

I robot a 5 o più assi hanno senso per volumi molto alti o pezzi molto grandi, ma chiedono più spazio e un investimento maggiore.

Tutto su fresatrici, assi, tempi e software è nella guida alle macchine CNC per l’ortopedia.

4. Se scegli la stampa 3D: cosa guardare

  • Volume di stampa. Un corsetto per adulto è un pezzo grande, e va stampato in un pezzo solo. Helios HS stampa fino a 600 × 600 × 800 mm.
  • Tempo per pezzo. Conta il tempo per un dispositivo vero, non la velocità massima in scheda. Chiedi quanto ci vuole per un corsetto: su Helios HS, 6-10 ore.
  • Materiali. Per i dispositivi servono materiali adatti all’uso medicale, e un essiccatore che tenga il filamento asciutto.
  • Estrusori. Più estrusori permettono di combinare materiali diversi nella stessa stampa, per esempio polipropilene e TPU. Helios HS ne monta fino a quattro.
  • Stampe lunghe. Una stampa di dieci ore deve sopravvivere a un calo di corrente: cerca la ripresa automatica dopo un blackout.
  • Software. Chiedi quanto lavoro manuale serve per preparare la stampa di ogni dispositivo.

Per approfondire dispositivi, materiali e tempi c’è la guida alla stampa 3D per l’ortopedia.

5. Spazio, polvere e impianti

Prima di scegliere, misura la stanza e le porte. Le macchine per ortopedia sono pensate per stare in un laboratorio, non in un capannone, ma le differenze sono concrete:

Ingombri e impianti delle macchine Satres
OCM ORTHO 1004 EVO Helios HS
Spazio a terra 800 × 1200 mm 837 × 2103 mm 1300 × 950 mm
Altezza 1000 mm 2018 mm 1500 mm
Peso 250 kg 700 kg 250 kg
Tensione 220 V 380 V (220 V in opzione) 220 V
Potenza installata 3 kW 6 kW (3 kW su richiesta) 2,5 kW

La ORTHO 1004 EVO è larga meno di 850 mm e ha le ruote: passa da una porta normale. OCM funziona a 220 V; ORTHO 1004 EVO è a 380 V, ma esiste anche a 220 V per i laboratori senza linea trifase.

Tieni conto anche dell’ambiente. La fresatura del poliuretano produce polvere e rumore: servono l’aspirazione e una zona lontana dagli spazi dove ricevi i pazienti. La stampa 3D non fa polvere, ma lavora meglio in una stanza a temperatura stabile.

6. Software: dalla scansione al pezzo

La macchina è solo l’ultimo anello. Prima ci sono lo scanner, il software CAD con cui si modella la forma e il software CAM che trasforma il modello in un programma per la macchina.

Serve saper programmare?

Non dovrebbe. Su una fresatrice pensata per l’ortopedia la programmazione avviene a bordo macchina, con procedure guidate e lavorazioni già impostate. Sulle macchine Satres lo fanno OrthoCAM e la libreria OrthoLIB, con la simulazione del percorso dell’utensile e il controllo delle collisioni prima di partire.

Il sistema è aperto?

È la domanda più importante di questa sezione. Un sistema chiuso ti lega per sempre a un solo software di modellazione. Verifica che la macchina accetti file STL da qualsiasi CAD: OrthoCAM lo fa, quindi puoi continuare a usare il software che già conosci.

Chiedi anche dove finiscono i file. Ogni paziente scansionato diventa un archivio digitale: per rifare un busto basta il file, non serve un nuovo calco.

7. Formazione, assistenza e fermo macchina

Una macchina ferma è un laboratorio che non consegna. Prima del prezzo, conviene capire cosa succede dopo l’acquisto.

  • Formazione. Su un sistema pensato per l’ortopedia bastano pochi giorni: da noi la formazione dura uno o due giorni, e i tutorial restano disponibili nella pagina formazione e assistenza.
  • Assistenza. Chiedi in quanto tempo risponde il fornitore, e in che modo. Quando una macchina Satres si ferma rispondiamo in giornata; sulle fresatrici una videocamera integrata permette di vedere la macchina al lavoro anche da remoto.
  • Garanzia. Leggi cosa copre e quanto dura. Le nostre macchine hanno un anno di garanzia, prolungabile.
  • Esperienza. Chiedi quanti laboratori usano già quel sistema. Satres lavora nell’ortopedia dal 2019, e oggi una quarantina di laboratori produce con una sua macchina.

8. Costi, ritorno e incentivi

Il prezzo della macchina è solo una parte del conto. Per confrontare davvero due offerte metti in fila tutte le voci:

  • la macchina e la sua configurazione;
  • scanner e software CAD, se non li hai già;
  • formazione e installazione;
  • materiali di consumo: blocchi di poliuretano e lastre, oppure filamento;
  • manutenzione ed energia;
  • estensione della garanzia.

Dall’altra parte ci sono le ore di lavoro risparmiate, il gesso e il suo smaltimento che non compri più, i pezzi che smetti di mandare fuori. Il ritorno dell’investimento dipende da questi numeri, e sono diversi per ogni laboratorio.

Il modo più rapido per farti un’idea è il calcolatore ROI: inserisci i dati del tuo laboratorio e vedi in quanto tempo rientra l’investimento e quanto risparmi in un anno. Alla fine della simulazione, lasciando la tua email, ricevi anche il prezzo indicativo della macchina.

Gli incentivi del 2026

Per le imprese italiane il 2026 ha introdotto l’iperammortamento: ai fini fiscali il costo del macchinario viene maggiorato del 180% per investimenti fino a 2,5 milioni di euro, e il risparmio arriva sulle imposte negli anni di ammortamento. Gli investimenti vanno effettuati tra il 1° gennaio 2026 e il 30 settembre 2028, con comunicazioni obbligatorie al GSE. I dettagli e un esempio di calcolo sono nella pagina sugli incentivi per l’acquisto di macchinari. Per il tuo caso specifico, il riferimento resta il tuo consulente fiscale.

9. Le 12 domande da fare a un fornitore

Portale all’incontro con qualsiasi fornitore, noi compresi. Anche una risposta vaga è un’informazione.

  1. Quali dispositivi posso produrre, e fino a che taglia?
  2. Quanti assi ha la macchina, e cosa non riesco a fare con questa configurazione?
  3. Che materiali lavora, e con quali densità?
  4. Quanto spazio serve, e la macchina passa dalle mie porte?
  5. Come si gestiscono polvere e rumore?
  6. Che software è compreso, e accetta file STL da altri CAD?
  7. Serve un programmatore CAM, o si lavora a bordo macchina?
  8. Quanti giorni di formazione sono previsti, e dove?
  9. Se la macchina si ferma, in quanto tempo intervenite, e come?
  10. Posso vedere pezzi veri fatti da un laboratorio come il mio?
  11. Qual è il costo totale nei primi tre anni, non solo quello della macchina?
  12. Posso fare una prova con i miei file prima di comprare?

Vedere pezzi veri

Schede e video mostrano la macchina; i pezzi di un laboratorio mostrano il risultato. Nella pagina lavori fatti con le macchine Satres trovi busti, una protesi per amputazione di Lisfranc, plantari in carbonio e un tutore realizzati da Ortopedia Primo Cecilia con ORTHO 1004 EVO.

Per orientarti tra i modelli parti dalle macchine per l’ortopedia, oppure vai direttamente a OCM, ORTHO 1004 EVO e Helios HS.

Guida aggiornata a settembre 2026. Dati tecnici e tempi di lavorazione si riferiscono alle macchine Satres; le indicazioni sugli incentivi riguardano la normativa italiana in vigore a quella data.

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